Come comunicare un evento sui social: prima, durante e dopo
Un evento dura una sera, la sua comunicazione può durare mesi. Il piano completo: cosa pubblicare nelle settimane prima, come coprirlo in diretta senza perdersi la festa, e come farlo vivere dopo con i contenuti giusti.

Un'inaugurazione, una degustazione, una presentazione, una serata a tema, un workshop. Gli eventi sono tra le occasioni di comunicazione più potenti che un'attività abbia: creano attesa, riuniscono persone, producono immagini vere, generano passaparola.
E vengono quasi sempre comunicati male: un post tre giorni prima, qualche storia confusa durante, silenzio dopo. L'evento è costato tempo e denaro, e sui social ne resta poco o niente.
Il segreto è pensare l'evento come tre eventi diversi: quello che si racconta prima, quello che si vive durante, quello che si ricorda dopo. Ognuno ha i suoi contenuti.
Prima dell'evento si costruisce l'attesa (3-4 settimane, con contenuti crescenti). Durante si documenta con storie brevi e vere, delegando a qualcuno che non sia il padrone di casa. Dopo si trasforma il materiale raccolto in contenuti che durano settimane: recap, ringraziamenti, ripresa delle prenotazioni. Il "dopo" è la parte che quasi tutti saltano ed è quella che rende di più.
Prima: costruire l'attesa
L'errore più comune è annunciare troppo tardi. Le persone hanno agende, e un evento comunicato tre giorni prima si scontra con impegni già presi.
Quattro settimane prima: l'annuncio
Un post ben fatto che risponde alle domande fondamentali: cosa, quando, dove, per chi, come partecipare. Con una grafica o una foto forte, coerente con l'identità del brand, e tutte le informazioni pratiche nella didascalia — non solo nell'immagine, perché la didascalia si può copiare e cercare.
Nello stesso giorno: una storia in evidenza dedicata all'evento, dove metterai tutti gli aggiornamenti.
Tre settimane prima: il perché
Racconta il motivo dell'evento. Perché lo organizzi, cosa succederà di speciale, chi ci sarà. Un video di 30 secondi in cui lo dici tu, guardando in camera, vale più di dieci grafiche.
Due settimane prima: il dietro le quinte
I preparativi sono il contenuto perfetto: la location che prende forma, i prodotti che arrivano, le prove, l'allestimento. Storie quotidiane, un reel di "work in progress", un carosello con il programma dettagliato.
La settimana dell'evento: la spinta finale
- Un promemoria chiaro ogni due giorni (storia + post a metà settimana).
- Se ci sono posti limitati, dillo: "ancora 12 posti" è vero e funziona.
- Coinvolgi chi parteciperà: ospiti, collaboratori, fornitori che condividono a loro volta.
- Il giorno prima: "domani", con le informazioni pratiche (orario, parcheggio, cosa portare).
Intensità della comunicazione nelle settimane prima: cresce fino al giorno dell'evento.
Durante: documentare senza perdersi la festa
Il giorno dell'evento hai un problema: devi accogliere le persone, gestire gli imprevisti, essere presente. Non puoi anche fare foto, video e storie.
La regola più importante: delega. Una persona dedicata — un collaboratore, un fotografo, un'agenzia — che si occupi solo di contenuti. Se non è possibile, almeno un amico con istruzioni chiare.
Cosa raccogliere durante l'evento:
- Storie in tempo reale, brevi e frequenti: l'arrivo delle persone, i momenti chiave, le reazioni. Con tag della posizione e delle persone presenti.
- Foto orizzontali e verticali dei momenti principali, delle persone che sorridono, dei dettagli dell'allestimento. Serviranno per settimane.
- Clip video di 5-10 secondi in verticale: ingresso, atmosfera, dettagli, applausi. Sono la materia prima del recap.
- Due o tre brevi interviste ai partecipanti: "Cosa ti è piaciuto di più?". Sono la prova sociale più credibile che esista.
- Il momento più emozionante, qualunque sia: il taglio del nastro, il brindisi, la sorpresa. Va ripreso bene, anche a costo di rifarlo.
Non tutto va pubblicato subito. Durante l'evento escono le storie. Foto e video buoni si tengono per i giorni dopo, quando c'è tempo per selezionarli e montarli bene. Pubblicare tutto la sera stessa, di fretta, brucia il materiale migliore.
Dopo: la parte che vale di più
Ecco dove la maggior parte delle attività si ferma, e dove invece il lavoro rende di più. Dopo l'evento hai in mano decine di contenuti autentici, con persone vere e un'atmosfera che non si può ricreare in studio. Vanno usati con calma.
Il giorno dopo: il grazie
Un post con la foto più bella e un ringraziamento sincero a chi c'era. Tagga le persone e le attività coinvolte: rilanceranno, e i loro follower vedranno cosa si sono persi.
Entro tre giorni: il recap
Un reel di 20-30 secondi con i momenti migliori, montato sul ritmo di una musica adatta, con il testo che racconta cosa è successo. È il contenuto che fa dire "la prossima volta ci vengo anch'io".
Nelle due settimane successive: il racconto lungo
- Un carosello con le foto migliori.
- Le interviste ai partecipanti, una alla volta.
- Un post "dietro le quinte" su cosa è servito per organizzarlo.
- Le storie in evidenza aggiornate con il meglio dell'evento.
La cosa più importante: il ponte verso il prossimo passo
Chi ha visto i contenuti dell'evento è, in quel momento, molto disposto a fare qualcosa: prenotare, iscriversi alla prossima data, venire in negozio, chiedere informazioni. Ogni contenuto del "dopo" dovrebbe avere un invito chiaro in questa direzione.
Un esempio completo: l'inaugurazione di un negozio
Annuncio
Post con data, orario, indirizzo e una foto della vetrina ancora coperta. "Il 24 apriamo. Vi aspettiamo."
La storia
Video del titolare: perché ha aperto proprio qui, cosa vuole portare al quartiere.
Preparativi
Storie quotidiane dell'allestimento; reel "da locale vuoto a negozio" in accelerato.
Spinta
Programma della giornata, ospiti, cosa ci sarà (degustazione, omaggi, musica). "Domani".
Diretta
Storie continue affidate a una persona dedicata; foto e clip messe da parte.
Il dopo
Grazie, recap, interviste, foto; ogni contenuto chiude con "vieni a trovarci, siamo aperti dal martedì al sabato".
Gli errori che vanificano tutto
- Annunciare una volta sola. Un post viene visto da una parte dei follower: servono ripetizioni con angoli diversi.
- Informazioni pratiche solo nell'immagine. Non si copiano, non si cercano, non si leggono a voce alta.
- Il titolare che fa le storie. Deve accogliere le persone, non guardare il telefono.
- Silenzio dopo. Il materiale raccolto vale settimane di contenuti: sprecarlo è la cosa più costosa che si possa fare.
- Nessun invito all'azione nel dopo. L'entusiasmo post-evento è il momento migliore per chiedere.
Un evento ben comunicato non dura una sera. Inizia un mese prima e finisce quando l'ultimo contenuto ha portato l'ultimo cliente.
Organizzi un evento e vuoi che lasci il segno anche online? È uno dei lavori che ci piacciono di più: raccontacelo e pensiamo insieme a tutte e tre le fasi.
Scritto da Chiara Ferrara
Founder di Independence, agenzia di comunicazione e social media a Messina. Raccontaci il tuo progetto →




